Cattedrale di Ugento

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LA CATTEDRALE DI UGENTO

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Passeggiando nell'assolato centro storico di Ugento, ventilato da una leggera brezza che la gente locale chiama "u punente", si giunge in un'intima piazza pavimentata di marmo bianco e circondata da caratteristici palazzi risalenti all'età moderna.

Tra gruppi di turisti seduti al fresco e bambini con in mano un gelato, scorgiamo l'elegante portale della cattedrale, incastonata tra il palazzo vescovile e "salita Brancia", una stradina laterale che ospita l'entrata secondaria, ormai chiusa da anni.

Salendo le scale lisce e alzando lo sguardo verso il bianco colonnato, felice cornice di innumerevoli matrimoni, ci rendiamo conto che questa chiesa è più recente di quanto pensassimo!

In effetti in seguito alla distruzione saracena dell'originale cattedrale gotica, l'attuale fu ricostruita agli inizi del 18° secolo, ed il portale risale addirittura al 1855.
 

Entrando da un possente portone ligneo, ricoperto da lastre di bronzo decorate, ci troviamo davanti una fonte battesimale in marmo policromo che segna l'ingresso per l'unica navata della chiesa segnata da 6 altari minori ai lati, realizzati in pietra locale dipinta.

Non si hanno notizie dell'architetto o delle maestranze che vi lavorarono. Si sa solo che a completarla fu il ben noto Tommaso Margoleo di Martano.

La pianta è quella di una semplice croce latina, decorata in stile rinascimentale da ornamenti barocchi e rococò.
L'elemento di maggior pregio è l'altare marmoreo e la balaustra decorati con colori tenui.

Possiamo trovare inoltre una cappella laterale, un piccolo locale che ospita delle statue in cartapesta, un antichissimo organo attualmente in ristrutturazione, un dipinto ad opera del celebre "Spagnoletto", un coro in legno d'ulivo per le personalità capitolari di spicco posto sul presbiterio, una cripta che ospita oggi il ricco museo diocesano e infine si nota una curiosità: sul lato sinistro del transetto è posta in alto un'ampia grata che permetteva al vescovo dall'intimità del suo palazzo, di affacciarsi sull'interno della chiesa e seguire indisturbato la liturgia.

La cattedrale, consacrata alla Madonna Assunta, ci pare più che mai ricca di storia e sacralità, ma soprattutto piuttosto semplice nei materiali e nelle forme interne ed esterne.

Indiscrezioni:
Ci hanno raccontato che negli anni '80 del secolo scorso, una delicata attività ha impegnato 3 operai del luogo: svuotare la cripta dalle ossa che per un secolo si sono accumulate sotto l'altare maggiore.
Fino al 19° secolo l'ossario cittadino infatti, era proprio al di sotto di una botola sul presbiterio che accoglieva i corpi della gente comune.
I sacerdoti invece venivano posti in un'apertura sotto l'altare, divisi dalla massa.
Gli operai hanno lavorato a mani nude utilizzando delle carriole per riempire i camion, svuotati poi nel cimitero ugentino, scherzando allegramente sulle dimensioni delle ossa.
E' proprio vero che il tempo sminuisce qualsiasi dolore!

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