L'Amore sta all'Uomo come l'Acqua alla Vita di Gloria Fiorani

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L'Amore sta all'Uomo come l'Acqua alla Vita 
di Gloria Fiorani

In questo nuovo post dedicato alla letteratura, voglio presentarvi una raccolta di poesie e la mia intervista all'autrice. Per me, che in questa fase della vita abito in campagna, leggere le delicate poesie di Gloria Fiorani è stato come trovare uno nuovo modo di guardare la realtà.
La raccolta trova la sua origine in un periodo doloroso della poetessa e trasmette al lettore tutte le emozioni che le hanno permesso di dimenticare la paura.
L'Amore sta all'Uomo come l'Acqua alla Vita scritto e pubblicato da Gloria Fiorani nel 2019.


Trama della raccolta

Il tortuoso cammino della vita ha spesso bisogno di una guida che ci aiuti a interpretarlo e ad affrontarlo. Questa raccolta di poesie nasce dall'esigenza di seguire questo cammino senza reprimere le emozioni e i sentimenti che lo accompagnano, sperimentandone ogni sfumatura senza averne paura.

Biografia dell'autrice

Nata a Vetralla (VT) nel 1980, fin da bambina sviluppo una fortissima passione per la lettura. Dopo un percorso di studi che si discosta da questa passione, nel 2012 conseguo la Laurea Specialistica in Lingue e Culture Euroamericane e successivamente il Master in E-learning presso l’Università degli Studi della Tuscia. Nel frattempo nasce il mio amore per la scrittura in tutte le sue forme, che però non trova sbocchi al di fuori dei semplici diari personali.  
Approdo alla poesia nel 2018, alla ricerca di un nuovo modo di esprimere le emozioni, e la passione che nutro per essa mi sprona a cimentarmi con la scrittura di un libro: la raccolta di poesie "L'Amore sta all'Uomo come l'Acqua alla Vita", presentata in questo sito. Ad aprile 2019 la mia poesia “Alba marina” ottiene la Menzione d’Onore nel III Concorso di Poesia "Capire per Capirsi".

Intervista all'autrice

1. Come hai avuto l'idea di scrivere il tuo libro?

L'idea è partita da una situazione drammatica che stavo vivendo, che ha poi portato a un lutto. Sentivo di dover trovare un modo per vivere e superare il momento con grazia, esprimendo le mie emozioni in modo delicato, ma soprattutto di tirare fuori il lato positivo e tutto il buono che la vita potesse offrire. È stato un duro lavoro interiore, che però mi ha portato a un risultato che ha superato le mie aspettative
Possiamo dire che quella situazione è stata l'ispirazione per tirare fuori la mia parte migliore, a dispetto di tutto.

2. Nel tuo libro ci sono riferimenti a luoghi o situazioni reali?

Il mio libro è ispirato alla natura e al paesaggio di campagna in cui ho la fortuna di vivere, per cui i quadretti naturali che compaiono in molte poesie sono quelli in cui ho sempre vissuto e dei quali posso godere ancora oggi. C'è poi una poesia ispirata al magnifico Castello Aragonese di Ischia, che ho avuto il piacere di visitare l'anno scorso, e una ispirata all'oceano Atlantico, da me osservato nella mia permanenza a Lanzarote di 5 anni fa.

3. Cosa pensi che potrebbe piacere ai lettori del tuo libro?

Credo che, al di là del ritmo che ho cercato di dare alle liriche, i lettori potrebbero apprezzare la sincerità e la genuinità delle emozioni che racchiude, la delicatezza e la grazia con cui ho tentato di esprimerle e il coraggio con cui sono riuscita a riunirle.

4. Qual è il momento della giornata in cui preferisci scrivere?

Di solito scrivo in tarda serata o di notte, perché è il momento in cui trovo più ispirazione. Tuttavia, ogni momento in cui posso restare sola e all'aperto può essere il momento buono per scrivere; per questo ho sempre un taccuino con me, per annotare qualsiasi minima idea che possa venirmi in mente.

5. Quali difficoltà hai superato durante la stesura del libro?

Non ho avuto molte difficoltà durante la stesura, perché provavo un'ondata di emozioni così forte e ininterrotta che i versi venivano fuori da soli. Probabilmente, la difficoltà principale è stata il mettere "in fila" le idee in alcune poesie, poiché a posteriori mi sono resa conto che certe strofe erano confusionarie e troppo impetuose rispetto alle altre, per cui ho dovuto lavorare per correggerle. Di conseguenza, una volta superata questa, anche le difficoltà emotive si sono dissolte.

6. Cosa ha significato per te la pubblicazione della tua raccolta di poesie?

Ha significato la vittoria su un mostro contro cui lottavo da circa due anni, il trionfo della caparbietà e di un atteggiamento positivo sulle avversità della vita. Inoltre ne sono ancora orgogliosa, poiché sono assolutamente certa che la persona a cui il libro è dedicato ne sarebbe felicissima.

7. Cosa ne pensi dell'editoria nella nostra epoca?

Penso che ci troviamo di fronte a un periodo di grandi cambiamenti, purtroppo non sempre positivi, per cui spesso si preferisce ricorrere al Self Publishing. Tuttavia, penso anche che il settore ha bisogno di maggior fiducia e di maggiori risorse per poter essere all'altezza dei cambiamenti della società moderna.

8. Vorresti dare un consiglio agli aspiranti scrittori?

Dal basso della mia poca esperienza, vorrei consigliare loro di non avere paura di esprimere le proprie emozioni. È guardandoci dentro che riusciamo a tirare fuori il meglio di noi stessi. Dal punto di vista tecnico, odio doverlo dire perché credo sia quasi superfluo, ma è importante rileggere attentamente per evitare il più possibile gli errori.

9. L'ultimo libro o scrittore letto che ti ha segnato.

Ce ne sono stati diversi, e appartengono ai generi letterari più disparati. Io amo molto i grandi classici, specialmente Dante e Petrarca, ma l'ultima scrittrice che mi ha colpito è Patricia Cornwell. Ho praticamente tutti i libri della serie dedicata a Kay Scarpetta, la adoro; mi interessano moltissimo i rapporti fra i vari personaggi che si intrecciano con la trama.

10. Scegli una colonna sonora per il tuo libro che i lettori potrebbero ascoltare durante la sua lettura.

Io direi che ci sono diversi brani che si adattano alla lettura del mio libro. Dovessi scegliere, consiglierei le Quattro Stagioni di Vivaldi per intero; pensando alle poesie dedicate alla notte, invece, mi viene in mente "Vincent" di Don McLean.

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