NEWS. Homo Naledi

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NEWS - HOMO NALEDI

In questi giorni, un'importantissima scoperta anima il mondo della paleoetnologia. Un ritrovamento avvenuto in Sudafrica, potrebbe riscrivere la storia dell'evoluzione della nostra specie. 

Homo Naledi, è il nome di questo ominide appena scoperto dai ricercatori.
Le caratteristiche fisiche sembrano essere queste: piuttosto snello, non molto alto, con un cervello della misura di un'arancia ed i piedi molto simili ai nostri.
Il cranio e i denti sono simili a quelli di alcune specie più primitive del genere Homo, e le spalle somigliano di più a quelle delle grandi scimmie.
Mani e piedi, invece, ci dicono molto delle sue abitudini: "Le mani appaiono adatte all'utilizzo di utensili", dice Tracy Kivell della University of Kent, "ma le dita sono molto curve, il che fa pensare che fosse molto bravo ad arrampicarsi". 
Quanto ai piedi, sono il tratto anatomico più sorprendente, perché "sono praticamente indistinguibili da quelli di un essere umano moderno", aggiunge William Harcourt-Smith, un altro studioso che ha partecipato alla ricerca. Le caratteristiche dei piedi e delle gambe slanciate fanno pensare che la specie fosse adatta anche a lunghe camminate. 

Gli studiosi non sono ancora riusciti a datare con precisione i ritrovamenti, ma si suppone risalgano a circa due milioni di anni fa.
L'annuncio di questa incredibile scoperta, è stato dato dalla University of Witswaterstrand di Johannesburg, dalla National Geographic Society e dal Dipartimento per la Scienza e la Tecnologia/National Research Foundation del Sudafrica ed è stato pubblicato dalla rivista scientifica eLife.

Vediamo brevemente le fasi salienti del prezioso ritrovamento: tutto è iniziato nella grotta della Rising Star, nei pressi di Johannesburg. Qui sono stati scoperti oltre 1.500 frammenti di ossa, ovvero il più grosso ritrovamento di ossa di ominidi mai avvenuto.
Questa regione geografica era già nota ai ricercatori, che nei primi decenni del Novecento l'avevano ribattezzata "culla dell'umanità", vista la quantità di fossili e reperti rinvenuti.

Leggiamo le parole del paleontologo Lee Berger, della National Geographic Society, che ha guidato le spedizioni di scoperta e recupero: "Abbiamo a disposizione esemplari multipli di quasi tutte le ossa del suo corpo", "Homo naledi è già praticamente la specie fossile meglio conosciuta nella linea evolutiva dell'uomo". "La particolare combinazione dei tratti anatomici distingue Homo naledi da tutte le specie finora conosciute", commenta Berger.

Ma vi è anche una scoperta nella scoperta, Homo naledi forse seppelliva i suoi morti e la sepoltura finora era considerata una pratica iniziata con l'uomo moderno (risalente a 200mila anni fa, con l'Homo sapiens).

Fonte: www.larepubblica.it

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