Intervista all'artista Elisa Vladilo

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Intervista all'artista Elisa Vladilo

Questo mese il blog ArghiroCulture ha raggiunto 100 mila visualizzazioni totali. 
Dopo quasi sette anni di lavoro e tante soddisfazioni, ho deciso di festeggiare scegliendo un'artista molto speciale come ospite di un articolo. 

Si tratta di Elisa Vladilo, un'artista italiana molto prolifica che in 30 anni di carriera ha creato numerosissime opere d'arte in Italia e all'estero. Il suo marchio di fabbrica sono i colori, con i quali cerca di portare un po' di gioia nel mondo e nella vita quotidiana.

Amo moltissimo le sue idee originali come Summertime - un'opera realizzata a Trieste, poi in Slovenija e in Austria - che consiste in balle di fieno dipinte con colori sgargianti e poste in luoghi pubblici urbani a voler simboleggiare un mood estivo spensierato. Inoltre, dalle balle di fieno viene diffusa una musica che aiuta il passante e spettatore dell'opera ad entrare in una bolla immaginaria dove riprendere fiato della routine cittadina.
Potete vedere l'opera in un video al seguente link:

O ancora Melting Street, opera creata nel 2013 a Pola in Croazia.
Durante una festa cittadina, la popolazione ha potuto partecipare alla realizzazione di un’opera pittorica sull’asfalto di una strada. Macchie di colore si allargano come fossero macchie d’olio, lasciando la scia della loro incontenibile allegria.
Elisa Vladilo, MELTING STREET, 2013, MMC Luka, Pola (Croatia)

La cosa incredibile è che di opere meravigliose come queste che vi ho presentato, Elisa Vladilo che ha realizzate a centinaia. Tutte colorate, giocose e che mettono di buonumore.

Personalmente, ho conosciuto l'arte di Elisa Vladilo nell'estate 2020 grazie a un'opera intitolata Echo Surrounding. Un environmental painting ampio circa 1550 metri che introduce il Polo Museale del Porto Vecchio di Trieste.
Le dimensioni e l'energia positiva emanata da quest'opera pittorica mi hanno spinta a contattare l'artista per proporle un'intervista sul blog. 
Elisa Vladilo ha accettato molto generosamente, il caso però, ha voluto che trovassimo il tempo di fissare un appuntamento proprio a ridosso di Natale.

Biografia dell'artista

(c) Elisa Vladilo

Elisa Vladilo è nata il 13 aprile 1961 a Merida, in Venezuela.
Ha iniziato a dipingere spontaneamente a 12 anni.

L'artista dichiara: "Fin da bambina sognavo di colorare il mondo, perché mi sembrava troppo grigio. Poi a 14 anni ho visto la mostra di Siqueiros a Firenze. Lì ho capito che poteva essere una direzione il dipingere su pareti reali, in luoghi pubblici. Ma ci sono voluti anni perché ci arrivassi davvero."

Nel 1981, Elisa Vladilo ha ottenuto la Maturità in decorazione pittorica presso l’Istituto Statale d’Arte di Trieste.
Dal 1982 al 1983 ha studiato Scenografia all'Accademia Belle Arti tra Venezia e Milano.

In seguito ha iniziato a lavorare in varie direzioni: tra decorazioni, cartellonistica, scenografia.
Dal 1989 ha avuto uno studio tutto per sé, ed ha iniziato la sua produzione facendo la prima mostra personale nello studio stesso.

L'arte per strada - vero filo conduttore dell'arte di Elisa - è iniziata nel 1996, dipingendo di rosa delle strisce pedonali a Genova, in occasione della presentazione di un numero di Opening, rivista d'arte di Roma.
Elisa Vladilo, PINK ZEBRA CROSSING, 60 x 140 (cm.) (each), 1996, AcrIlico su mattoni e pietre, Ethnic Café (Genova)

L'artista ci spiega: "Un momento significativo è stato quando nel 1989, ho partecipato all'allestimento della mostra di riapertura del Museo Revoltella. In quell'occasione ho conosciuto i lavori di alcuni artisti di Land art, proposti da Riccardo Caldura, che mi hanno colpito molto e mi hanno confermato la direzione da prendere."

Il primo grande intervento in uno spazio pubblico, è quello del 2007, sul Molo Audace a Trieste.

Intervista all'artista

Anche se sapevi che la tua vocazione era l'arte per strada, hai iniziato la tua carriera con opere su carta e su tela. Cosa ti ha dato lo slancio per seguire poi l'inclinazione per l'arte nello spazio pubblico?

Era da tempo che pensavo a come intervenire nello spazio reale. Nel 1996, parlando con un mio amico, Giancarlo Norese, gli dissi che mi sarebbe piaciuto dipingere le strisce pedonali di rosa, perché mi sembrava un peccato che non esistessero anche rosa.
Siccome anche lui era invitato a Genova per la presentazione della rivista Opening, ho colto l'occasione.
Le ho dipinte, in maniera abusiva, davanti allo spazio in cui si teneva l'evento. In realtà era una strada pedonale, per cui  le strisce non avevano nessuna funzione reale, ma creavano un momento di curiosità, di gioco, di simpatica intrusione e ovviamente mettevano in risalto il luogo dell'evento.
Poi è seguito, sempre nel 1996, un altro intervento sull'asfalto, a Muggia (Trieste), all'interno di un Festival di Liberazione.
Lì ho realizzato dei tondi colorati di varie dimensioni, che dall'entrata si propagavano fino a sotto il palco, rimpicciolendosi; come a suggerire al pubblico un invito ad avvicinarsi al palco. Oppure poteva anche essere un gigantesco gioco di tondi su cui giocare.

Successivamente, ho sviluppato sempre di più il discorso della relazione tra colore spazio pubblico, continuando a trasferire nello spazio reale, il percorso di astrazione pittorica realizzato sulle tele.

Dopo diversi anni di esperienza che ruolo giocano i colori nella tua arte?

I colori sono sempre stati il filo conduttore e sempre lo saranno.
L'obiettivo fondamentale è di portare vitalità, gioia, animare i luoghi abbandonati, rigenerare gli spazi.
Infatti durante il mio percorso, si è fatta sempre più chiara l'idea di un colore strutturale, che dialoga con l'esistente, si relaziona con tutti gli ingredienti: funzionali, sociali, ambientali, discostandosi dall'idea di decoro, e inserendosi in maniera più articolata, quasi totalizzante.

Il colore è sempre stato l'elemento fondamentale del mio percorso artistico; inizialmente legato ad una ricerca pittorica, che per diversi anni si è riversata su tele, iniziando progressivamente ad uscire dalle tele e ad andare sulle pareti. 
Alcuni riferimenti importanti di questo percorso sono stati, Siqueiros e i surrealisti, quando ero giovanissima. Successivamente, Nicola de Maria, Rothko, De Kooning, e tutta la pittura astratta e minimalista; poi ovviamente Christo e la Land Art; inoltre anche Pino Pascali, per il senso ludico. 

Nella carriera artistica da dove ti arriva l'ispirazione il più delle volte?

Il mio motore di fondo è appunto di portare colore; l'ispirazione mi viene data dai luoghi stessi. Tante volte mi trovo in un posto e senza pensarci, comincio a vedere possibili interventi. Sono visionaria, e la cosa bella è che poi alcune di queste visioni, sono riuscita a realizzarle.

Come vedi la figura dell'artista nella nostra società oggi?

La figura dell'artista nella nostra società, la vedo più vicina e più presente nella vita e nella quotidianità.
L'artista si relaziona con varie realtà, portando il contributo dell'arte anche in territori, dove altrimenti non è detto che possa arrivarci.
In Italia non credo che la figura dell'artista abbia il giusto rilievo, ma come del resto diverse altre professioni nel campo della cultura; credo che purtroppo la tendenza sia sempre di non considerarle vere professioni.
Quindi si fa molta fatica a lavorare in un contesto che tende a squalificare. Certo negli ultimi anni, si sta facendo parecchio per migliorare la situazione, ma c'è ancora molto da fare.

Ora stai lavorando a dei nuovi progetti?

Al momento sto insegnando in una scuola Edilmaster, che coniuga arte e edilizia.
Insegno ai ragazzi a progettare per interni ed esterni, interventi pittorici, che poi spesso realizziamo. È un'esperienza molto interessante e mi piace poter trasmettere agli altri la mia esperienza. Ho fatto diversi laboratori negli ultimi anni, e da un anno insegno in questa scuola.
Progetti miei al momento sono un poco congelati, per via della situazione generale in cui viviamo.
Ce ne sono di pronti sulla scrivania, ma credo che per passare alla realizzazione dovrò aspettare, come tanti in questo periodo.

E proprio in riferimento a questi progetti, c'è un sogno che vorresti realizzare come artista?

Ci sono molti luoghi che hanno bisogno di essere riqualificati, rianimati. Per esempio i piloni delle sopraelevate: è un tema che mi intriga molto.

Ringrazio di cuore Elisa Vladilo per la disponibilità e nell'attesa di vedere delle nuove e bellissime opere, vi consiglio di visitare la sua mostra virtuale al seguente link:


Mostra creata da Antonio Giacomin. Si può visitare anche con un avatar e l'artista propone delle visite guidate aperte a tutti. 

Pagina Facebook dell'artista: https://www.facebook.com/elisa.vladilo.

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