L'Abbazia di Payerne - La mia visita

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L'Abbazia di Payerne 

Cari lettori, chi di voi non vorrebbe fare un salto nel passato e trovarsi in un'abbazia cluniacense? 
Aprire una pesante porta metallica e addentrarsi in un'altra epoca, aiutati da un'atmosfera spirituale e misteriosa. Personalmente, in quanto appassionata di Medioevo, non potrei chiedere di meglio ed è proprio l'esperienza che ho vissuto nel centro storico di Payerne.
Questa cittadina svizzera non lontana da Friburgo, Neuchâtel, Berna e Losanna, custodisce un vero gioiello storico.
  
L'abbazia di Payerne, sorta nell'XI secolo e costruita in stile romanico, custodisce la più grande chiesa romanica presente in Svizzera. 
La storia di questo luogo suggestivo inizia poco avanti l'anno mille. La famiglia reale di Borgogna, sotto la figura dell'imperatrice Adelaide, invita la comunità religiosa di Payerne a stringere un forte legame con il grande monastero di Cluny, in Francia.

Per secoli l'edificio è stato abitato dai monaci e frequentato dai fedeli. Nel 1536, Payerne diventa protestante e decide di chiudere il monastero. L'abbazia viene sconsacrata e utilizzata a fini profani fino al 1900, quando viene riconosciuta come monumento storico

Il progetto di restauro e valorizzazione viene lanciato nel 2007, e dopo 13 anni e circa 20 milioni di franchi spesi, l'Abbazia di Payerne viene aperta al pubblico e offre ai visitatori un percorso di visita davvero riuscito.

La mia visita

La bella stagione non è ancora iniziata e così un bel mercoledì mattina di marzo sono stata l'unica visitatrice in tutta l'abbazia. È stato come fare una visita privata e ho potuto lasciar scorrere l'immaginazione tra le mura del monumento.

L'ingresso costa 15 franchi per gli adulti e diverse riduzioni sono possibili. Con il biglietto ho ricevuto un mappa per orientarmi nell'edificio, un'audioguida e un badge elettronico per poter aprire diverse porte.

La visita è iniziata con un breve film d'introduzione. Una sala cinema con un grande schermo e panche di legno mi hanno immersa in un'atmosfera particolare. Il video proiettato ha presentato le diverse epoche vissute dall'abbazia. 

Uscita della sala cinema mi sono diretta all'ingresso principale della chiesa. Il badge elettronico mi ha permesso di aprire la porta e mi sono trovata nella navata interiore. Pitture murali datanti il 1200 ornano questo piccolo spazio che ci separano dall'interno della chiesa.


Varcata la seconda porta, sono stata catapultata in un'altra epoca. 
Luce diffusa entrava dalla vetrate, il suono dei miei passi risuonava sul pavimento di pietra, il colore grigio, con le sue mille sfumature, mi circondava e calmava il mio sguardo, provavo quella sensazione di stupore e di attesa che precede una scoperta. 
Mille emozioni riempivano il mio animo nella navata della chiesa. 

Il capolavoro di architettura romanica arrivato fino ad oggi e valorizzato dai recenti restauri ha la capacità di farmi dimenticare il mondo esterno che ho lasciato fuori dalla porta. 

Nell'edificio ci sono una decida di punti d'interesse raccontati dall'audioguida
Possiamo ascoltare delle testimonianze degli abitanti di Payerne, delle ricostruzioni storiche dei personaggi che hanno cambiato il destino dell'abbazia, degli aneddoti, della musica religiosa. 
Il contenuto delle registrazioni mi ha arricchita, ma di tanto in tanto ho sentito il bisogno di togliere le cuffie e di vivere questa esperienza e modo mio.
Ho osservato la forma irregolare degli archi e il colore cangiante dei pilastri, ho respirato la storia di questo luogo ed è ciò che mi è piaciuto di più.




Sul lato destro del coro, subito dopo la cappella di Grailly, ho salito un scala che portava al piano superiore. Due stanze sono state dedicate alla vita dei monaci di Payerne, per spiegare la loro alimentazione, le loro abitudini e le regole che dovevano rispettare. Dei letti di legno sono messi a disposizione dei visitatori per un momento di museografia immersiva. 



Verso la fine della visita, nella chiesa parrocchiale, si può vedere la tomba della regina Berta. Figura importante per la città di Payerne, e madre dell'imperatrice Adelaide. 
Tuttavia, le ultime scoperte, fatte nel 2021, ci svelano che le ossa conservate nella tomba, in realtà, non appartengono alla regina Berta.

La mia visita è finita. Ora inizia la vostra.

Sito web dell'istituzione: https://www.abbatiale-payerne.ch/

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4 commenti

  1. Grazie Francesca,una splendida disamina che mi ha proiettata in un'epoca lontana e molto affascinante di anni bui avvolti ancora da tanti misteri.
    Invidiabile poi la possibilità che hai avuto di fruire appieno e in completa solitudine di cotanta bellezza.
    Stupende le foto!
    Complimenti e alla prossima.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti. Tante scoperte che spero non finiranno mai :) alla prossima

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  2. Buongiorno Francesca, grazie per tutti i preziosi viaggi che ci fai fare in questi posti pieni di storia, i tuoi racconti ci permettono di visitare luoghi lontani come se fossimo noi stessi a visitarli. Grazie continua ancora a portarci con te ogni volta che ti farà piacere. Buona giornata che sia splendida per te.

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    1. Grazie mille per il commento. Una bellissima giornata a te :)

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