Esposizione temporanea - UN MOSAICO SOTTO L'ASFALTO

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Esposizione temporanea - 
UN MOSAICO SOTTO L'ASFALTO

Qui in Svizzera la bella stagione è ufficialmente iniziata.
Passeggiate nelle foreste ombrose e tuffi nelle piscine sono alcune delle mie attività preferite da fare in primavera/estate. Ma prima di preparare il cestino da pic-nic, avete voglia di fare un viaggio indietro nel tempo con me? 

Ci troviamo ad Avenches, cittadina di 4'000 abitanti oggi, ma colonia romana a partire dal 71 d.C. che ospitava 20'000 persone. 
In qualsiasi momento dell'anno, qui potete visitare il museo romano ed il sito che comprende i resti dell'anfiteatro, il teatro, le terme e due templi. 
Ma dall'11 al 30 maggio 2022, una sala del Teatro del Castello di Avenches ospita un'esposizione temporanea dedicata ad un ritrovamento speciale!

Nel 2018, durante la sostituzione delle canalizzazioni dell'acquedotto della città, è stata fatta una scoperta eccezionale. 
Un mosaico ben conservato delle dimensioni di 2,70m x 2,20m ha visto la luce. 
Fin dal suo ritrovamento, gli archeologi hanno deciso di staccarlo dal terreno per poterlo studiare e conservare adeguatamente. 

Il mosaico è straordinario per diversi motivi.
Innanzitutto per realizzarlo sono stati utilizzati dei marmi preziosi come il porfido rosso egiziano e il porfido verde greco, entrambi tra i materiali più lussuosi che i romani impiegavano delle costruzioni. 
I marmi presenti in questo mosaico provengono dalla cave più celebri dell'intero bacino del Mediterraneo e questo ci ricorda l'importanza che rivestiva Avenches in quanto colonia romana intorno al II secolo d.C. 
Un altro carattere eccezionale di questo mosaico è che i marmi sono stati utilizzati non solo nella forma di tasselli tradizionali, ma vengono inseriti nella pavimentazione anche direttamente a scaglie
Altre caratteristiche singolari sono presenti nella tecnica di costruzione e nella decorazione di questo mosaico. 
Se potete, vi invito a fare una visita ad Avenches per scoprirle.
 
Ma cosa rappresenta quest'opera pavimentaria? 
A parte le decorazioni geometriche e floreali che ornano il bordo interno del quadrato, al centro del mosaico possiamo osservare una grande coppa usata come fontana nella quale due uccelli vanno ad abbeverarsi
Si tratta di un tema ricorrente per i mosaici di quest'epoca. 
Le fontane intese come coppe dalle quali zampillava l'acqua erano realmente presenti nei giardini delle ville romane, anche ad Avenches. 

La fabbricazione del mosaico è stata datata intorno al 100 d.C. grazie al ritrovamento di alcune monete nel terreno (sesterzi di Traiano). 
Poco tempo dopo, il locale che accoglieva il mosaico è stato profondamente trasformato dai romani ed stata posta una stanza riscaldata direttamente sul mosaico. 

I lavori di recupero e di restauro del mosaico sono stati davvero importanti in termini di tempo e risorse utilizzate. Solo il restauro è durato due anni. 
Due interessanti video all'interno dell'esposizione raccontano le diverse fasi di lavoro che ci hanno permesso di ammirare questo pezzo di storia oggi.

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