Moon Circus

21:35


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Il tempo non è mai come vorresti qua su. Siamo arrivati da quasi un mese e ancora non ci siamo abituati alle piogge solari ed alle correnti meteoritiche, ma a parte questo il tendone sembra tenere bene.
E' sempre stato un mio sogno lavorare sulla Luna, e quando ho saputo che questa famiglia di circensi cercava un acrobata per aprire il primo spettacolo lunare, non ci ho pensato due volte ed ho mandato la mia candidatura.
Era una giornata torrida, ed io come al solito ero in ritardo, ma conoscevo bene la mia Berlino e alzando un po' il passo sarei arrivato in tempo per le audizioni.
<Il signor?>
<Nicolas, candidato acrobata>, risposi all'anziana signora che mi indicò l'entrata per il palcoscenico. Agitato non lo ero più, stare in equilibrio su un monociclo ormai faceva parte di me e di certo non potevo emozionarmi per la moquette lurida staccata qua e là dal palco. 
Gli applausi, quelli si che mi facevano battere forte il cuore. Erano il motivo per il quale fin da ragazzino mi ero impegnato tanto nell'equilibrismo.
La famiglia Weber era al completo, pronta a giudicarmi. Maxime senior, con il bastone laccato tra le mani mi invitò a cominciare. E fu sempre lui che dopo qualche minuto mi indicò la via d'uscita, borbottando che ormai non aveva più la pazienza di una volta con i saltimbanchi.
Ma il caso volle che fossi l'unico acrobata a presentarsi ai loro provini e così fui chiamato, una settimana dopo, da un Maxime junior esaltato all'idea di far parte della prima programmazione circense sulla Luna. 
Capivo e condividevo appieno il suo stato d'animo. Chi invece non lo condivideva era Clelia.
<Come farò a mandarti la mia conserva lassù?>
<Sarà soltanto per 10 anni, mamma!>
<Sai per caso se ci sono corrieri celeri per la Luna?>
<Qui non si trova lavoro, lo sai com'è!>
<Dovrò chiedere al buon vecchio Isaac, era un ottimo postino ai suoi tempi>.
Il nostro problema era sempre stato la comunicazione, pensavamo in modi diversi era questo il punto.
Mia madre aveva sempre vissuto a Berlino, nella parte ovest, una fortuna a sentir lei, per la mancanza del vento gelido che avrebbe seccato il suo piccolo orto. Lo sapeva che era sempre la stessa città, e pochi chilometri più lontani dalla Russia non influivano certo sulle sue colture, ma era il suo modo di vedere il lato positivo delle cose e nessuno la contraddiceva. 

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2 commenti

  1. E si proprio una bella vita quella del saltimbanchi lunare...
    si "salta" benissimo essendoci meno forza di gravità...
    una bella storia chissà come andrà a finire... buona continuazione.

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  2. Ahahahah :-D è esatto!!! Chissà cosa accadrà al nostro Nicolas... Grazie del supporto, buona giornata e buona cultura! ;-)

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