MAGGIO DEI LIBRI - Alla scoperta di Boccaccio

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ALLA SCOPERTA DI 
GIOVANNI BOCCACCIO

L'aneddoto:

Pochi conoscono il lato superstizioso di Boccaccio, ma a ben vedere è una parte molto importante del personaggio, anche per capire ed apprezzare meglio le sue opere.

Nel 1362 un pellegrino si presenta al poeta dicendo di avere un messaggio per lui dall'oltretomba, da parte di un frate senese morto da poco, Pietro Pietroni.
Il messaggio era a dir poco terrificante: la fine di Boccaccio era vicina e sarebbe stato meglio pensare alla salvezza dell'anima piuttosto che continuare a scrivere!
Così nasce la crisi mistica del Boccaccio, che in seguito a quest'incontro, scrisse al suo amico Petrarca la sua volontà di purificare l'anima, regalandogli anche tutti i suoi libri.

Il mistero della sua morte è parte della leggenda che aleggia sul poeta.
Il suo cadavere infatti, fu depredato e mai più ritrovato. Inoltre si dice che Boccaccio abbia intrattenuto rapporti con, niente di meno che il Diavolo, che costruì in una sola notte un poggio per lo scrittore, il Poggio del Boccaccio, a Certaldo (FI).
Il poeta chiese anche un ponte di cristallo che collegasse la vecchia dimora al nuovo poggio. Il Diavolo, che non poteva rifiutare, ma che non fu in grado di realizzare il ponte, strozzò Boccaccio prima della consegna dell'opera.

Non molto tempo fa, inoltre, il nostro scrittore ci tenne a fare delle precisazioni durante delle sedute spiritiche di una medium.
Innanzitutto puntualizzò che il suo cognome era Boccacci e non Boccaccio. E questo fu verificato da alcuni studiosi che confermarono che la 'o' fu in realtà aggiunta da storpiature popolari al nome Boccacci.
Poi, parlò di un passaggio segreto sotto la sua dimora, la cui esistenza fu veramente accertata.
Ancora, Boccaccio dichiarò di aver praticato lui stesso lo spiritismo sul poggio che porta il suo nome.
E infine rivelò anche il mistero della deturpazione del suo cadavere. Spiegò che una giovane donna innamorata di lui, sfogò la sua rabbia per essere stata ignorata, sulla salma del poeta.

Memorie:

Giovanni Boccaccio è nato a Certaldo (Fi) nel 1313, ed è considerato il più grande narratore italiano ed europeo del XIV secolo. Il motivo della sua fama è il Decameron, tradotto subito in diverse lingue, che ha ispirato anche Geoffrey Chaucer.

Nacque fuori dal matrimonio da un mercante ed una donna che Boccaccio inventò fosse francese. Portò sempre un po' di rancore per il figlio che suo padre ebbe in seguito al matrimonio con un'altra donna. 

Il padre decise per lui un lavoro da bancario, ma il nostro Boccaccio non ottenne alcun successo. Il padre cercò allora di indirizzarlo verso gli studi canonici, ma anche qui il giovane non riesce a dare buoni risultati. 
Ben presto il giovane inizia ad interessarsi alla letteratura e a frequentare emergenti studiosi dell'epoca, considerando le imposizioni del padre, un ostacolo alla sua formazione e alla sua passione appena sbocciata.
In seguito alla morte del genitore poi, poté dedicarsi interamente al mestiere di scrittore. 
Verso la fine ebbe seri problemi di salute come l'obesità, la scabbia e una grave forme di idropisia.

Consigli bibliografici:

Le opere del Boccaccio sono molto numerose e passano con agilità dalla prosa alla poesia.

Quella più famosa è senza dubbio il Decameron, una raccolta di cento racconti che non mancheranno di stupirvi per la loro sagacità ed ironia toscana.
Il tema, prende spunto da un fatto tragico, la peste che pervase Firenze nel 1348. Sette donne e tre uomini si recarono nella località collinare di San Domenico, per non essere contagiati. Per dieci giorni, si raccontano delle novelle su dei temi scelti da ciascuno di loro che per ogni giorno viene chiamato re o regina.
Il Decameron fu, per un periodo, colpito dalla censura per alcuni contenuti licenziosi.

Fonte: Miti, leggende e superstizioni del Medio Evo, Mondadori, Milano 1996

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