MAGGIO DEI LIBRI - Alla scoperta di Foscolo

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ALLA SCOPERTA DI UGO FOSCOLO

10 maggio 2015, Auguri a tutte le mamme del mondo! 

Noi, continuiamo insieme il tour nei secoli che hanno dato alla luce le più grandi menti letterarie di sempre.
Oggi vi presento il lato meno noto di Ugo Foscolo.

L'aneddoto:

Un giorno Silvio Pellico era andato a far visita a Ugo Foscolo, a Padova. Questi stava in piedi su una sedia, in maniche di camicia, intento ad attaccare un chiodo. 
Entrò nella stanza uno studente, che s'avventò sul Pellico e gli baciò con effusione la mano esclamando:
- O Foscolo! lascia che io, prima di uccidermi per amore, baci la mano di quel sommo che ha vergato le lettere di Jacopo Ortis.
- O pazzo, o bestia, gli rispose il Foscolo, dall'alto della sua seggiola, io ho scritto quanto è dolce uccidersi per amore... ma vedi che vivo e non ho nessuna voglia di bruciarmi le cervella.
Il giovane lo credette un domestico impertinente e si azzuffò con lui.
Ci volle del bello e del buono per persuadere l'energumeno che il Foscolo era il Foscolo e il Pellico era il Pellico. Alla fine però Foscolo riuscì a calmare lo studente e a distoglierlo dal suicidio.

Memorie:

Niccolò Ugo Foscolo nacque a Zante nel 1778 ed è uno dei principali letterati del preromanticismo e del neoclassicismo europeo.

La sua formazione nell'isola greca fu prettamente classica e quando, ancora giovane, dovette scappare da casa iniziò per lui un forte sentimento di smarrimento che durò per tutta la vita.
Foscolo infatti, trascorse la sua esistenza per lo più tra fughe e viaggi, alla ricerca di una stabilità interiore che non trovò mai. In esilio volontario a Londra, morì povero a 49 anni nel sobborgo di Turnham Green.

Ricordiamo un episodio avvenuto nella sua isola natale, che documenta la forte avversione del Foscolo per le ingiustizie. 
La popolazione voleva un giorno dare l’assalto al ghetto ebraico della piccola città, ricercando negli ebrei un capro espiatorio, come spesso accadeva. Foscolo riuscì però ad impedire l'assalto; mentre le porte stavano per cedere, il giovanissimo Ugo balzò sul muro di cinta e gridò alla folla: "Vigliacchi, indietro, vigliacchi!". La folla ne rimase impressionata e si disperse, rinunciando al proposito.

Quando da giovane visse in Italia, il nostro poeta si interessò molto alla politica e il suo animo idealista gli causò non pochi problemi, non fosse altro per la sua mancata tranquillità personale, che non gli impedì però di dedicarsi magistralmente alla letteratura.

Consigli bibliografici:

Ugo Foscolo scrisse numerosi componimenti teatrali e straordinarie poesie, ma ciò per cui è più famoso è principalmente il romanzo epistolare Ultime lettere di Jacopo Ortis, che vi consigliamo vivamente per immergervi fino ai capelli nell'atmosfera del Romanticismo europeo. 

Qui di seguito invece, vi propongo un sonetto foscoliano di struggente bellezza.
Composto nel 1803rappresenta una sorta di premessa generale al momento di disagio umano e politico che Foscolo stava attraversando.

Alla sera

Forse perché della fatal quïete
Tu sei l'imago a me sì cara vieni
O sera! E quando ti corteggian liete
Le nubi estive e i zeffiri sereni,

E quando dal nevoso aere inquïete
Tenebre e lunghe all'universo meni
Sempre scendi invocata, e le secrete
Vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme

Delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
Quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.

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