Maggio dei libri 2020 - La condanna di John Doyle

08:00


Maggio dei libri 2020 - 
La condanna di John Doyle 
di Letizia Sebastiani - 
Intervista all'autrice

Quindicesimo appuntamento con il Maggio dei libri 2020.
Oggi vi presento La condanna di John Doyle, libro scritto da Letizia Sebastiani e pubblicato da Bookabook editore nel 2019.


Trama del libro

Quando il mite e insignificante John aveva trovato quello strano simbolo rosso sulla parete della sua nuova casa, l'unica cosa che aveva pensato di fare era stata coprirlo con un'abbondante passata di vernice bianca, nonostante le perplessità di sua moglie Cynthia. Ora Doyle è in un carcere di massima sicurezza, accusato di aver ucciso la moglie: è stato trovato chino sul suo corpo con l'arma del delitto in mano. Nel diario che scrive in cella tenta di raccontare la verità sull'omicidio e su quel simbolo rosso apparso dal nulla che cela un pericoloso mistero. Nessuno crederebbe mai a una storia tanto assurda, ma John non ha nessuna intenzione di morire in prigione...


Intervista all'autrice

1. Come hai avuto l'idea di scrivere La condanna di John Doyle?

Ascoltavo il notiziario; una donna era stata uccisa e tutti eravamo già convinti che fosse stato il suo compagno. Era appena stato fermato ma la stampa ne parlava già come fosse colpevole. Allora ho pensato: "E se fosse innocente? E se nonostante tutti gli indizi a suo sfavore lui fosse comunque innocente?" Allora ho cercato di immaginare una circostanza simile ed è venuta l'idea.

2. Quali difficoltà hai superato durante la stesura del libro?

All'inizio doveva essere solo un breve racconto; poi, dopo averlo fatto leggere a un'amico, mi ha consigliato di riempirlo e farlo diventare un romanzo breve. La prima difficoltà quindi è stata creare una storia attorno al nucleo principale che fosse credibile, funzionale alla trama e non noiosa. 
Poi un bel giorno un haker è entrato nel mio pc e mi ha criptato tutti i files; la seconda difficoltà è stata recuperarlo integro e proteggerlo.Ho rischiato di non vederlo mai più.

3. Cosa ha significato per te la pubblicazione del tuo romanzo? 

Questo è il quarto romanzo che scrivo; i primi due sono stati pubblicati da una piccola casa editrice di Roma che poi ha chiuso. La prima volta che ho stretto il risultato dei miei sudori tra le mani ho pianto. Con John è stato comunque molto gratificante perché la sua pubblicazione è il risultato di una campagna di crowdfunding durata tre mesi. Quando l'ho visto pubblicato è stato ancora più forte il senso di soddisfazione, perché ce l'avevo fatta! Avevo trovato duecento sostenitori che avevano comprato il libro a scatola chiusa. 

4. Dov'è ambientata la storia e in quale epoca?

A New Orleans nel 1988. Non ci sono mai stata purtroppo ma per la trama avevo bisogno di individuare un carcere di massima sicurezza che ospitasse il mio personaggio e lo volevo americano perché preferisco il sistema penitenziario e giuridico statunitense, così mi sono buttata sulla Louisiana, dove c'è un carcere adatto ai miei scopi. 
L'epoca è probabilmente la mia preferita. Mi ricorda gli anni migliori.

5. Qual è il tuo personaggio preferito del libro?

Il fratello di John; una figura essenziale nella vita del protagonista. Secondo me i fratelli sono sempre persone speciali, e George è un fratellone con tutti i crismi.

6. Cosa pensi che potrebbe piacere ai lettori de La condanna di John Doyle?

Spero che piaccia la svolta fantascientifica nella trama, e ovviamente il finale.

7. Qual è il momento della giornata in cui preferisci scrivere?

Ho sempre preferito dedicarmi ad attività di concentrazione nelle ore mattutine, ma adesso che ho due figlie diciamo che ogni momento di pace è quello buono. Va bene sempre!

8. L'ultimo libro o scrittore letto che ti ha segnato.

Il mio maestro di scrittura è Stephen King. Lo leggo da quando ero ragazza e mi ha letteralmente forgiato con i suoi romanzi ma anche con i suoi consigli di scrittura. 

9. Vorresti dare un consiglio agli aspiranti scrittori?

Non fermatevi. Sognate in grande ma non arrendetevi se vedete che il vostro lavoro non viene riconosciuto o apprezzato. Se anche una sola persona si sarà emozionata grazie a voi, ne sarà valsa la pena.

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