Maggio dei libri 2020 - La resa delle ombre

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Maggio dei libri 2020 - 
La resa delle ombre 
di Chiara Rantini - 
Intervista all'autrice

Questi sono gli ultimi giorni dedicati all'iniziativa il Maggio dei Libri 2020 sul mio blog. 
Cogliamo l'occasione di conoscere dei bei libri scritti da autori esordienti.
Oggi vi presento La resa delle ombre, romanzo scritto da Chiara Rantini e pubblicato da Alcheringa Edizioni nel 2018.


Trama del libro

Lena non è soddisfatta della propria vita e pare in attesa dell'occasione giusta per lasciare il nido familiare. Il momento arriva quando incontra Janis, musicista e compositore che vive con il fratello maggiore Adrian.
Fin dall'inizio, l'incontro assume i tratti di un'esperienza totalizzante che le fa perdere i contatti con la realtà e la porta a vivere una relazione tormentata fatta di strane esperienze, separazioni e ricongiungimenti, dove Janis fluttua fra eccessi di follia e tentativi di suicidio.
Ma sono proprio queste esperienze forti e dolorose a consolidare il legame fra i due giovani. Ciò porterà al cambiamento del rapporto di simbiosi e morbosità in cui i due fratelli sono vissuti fino a quel momento e alla battaglia dei protagonisti contro le ombre che si annidano dentro ognuno di loro.


Intervista all'autrice

1. Come hai avuto l'idea di scrivere La resa delle ombre?

L'idea di scrivere il romanzo è nata da varie sollecitazioni artistiche e letterarie. Prima sono venuti a trovarmi i personaggi, ho scritto alcune parti della loro vicenda che potevano restare anche dei brevi racconti ma poi ho capito che dai frammenti potevo scrivere qualcosa di unitario e di completo. Così sono andata avanti a partire da una trama abbastanza chiara.

2. Quali difficoltà hai superato durante la stesura del libro?

La difficoltà più grande è stata quella legata al tempo. Lavoravo e lavoro a tempo pieno, ho due figlie e tutta la vita quotidiana da gestire. Nonostante alcuni momenti di scoraggiamento però non ho mai pensato di lasciar perdere. In un certo senso è stato un modo per mettermi alla prova.

3. Cosa ha significato per te la pubblicazione del tuo romanzo? 

La pubblicazione del romanzo è stata molto importante. Fino ad allora avevo solo pubblicato dei racconti in alcune antologie e "La resa delle ombre" è stato il primo testo tutto mio ad essere edito. Tutto è avvenuto inaspettatamente e per di più quasi contemporaneamente alla pubblicazione di una mia silloge poetica "Un paradiso per Icaro" delle edizioni Ensemble. Non dimenticherò molto facilmente la primavera--estate del 2018.

4. Dov'è ambientata la storia e in quale epoca?

La storia è ambientata in un luogo fittizio, identificabile con un luogo del nord Europa, in area baltica. Ovviamente non esiste nessuno dei luoghi citati, però avevo bisogno di alcuni elementi atmosferici importanti come la neve, la pioggia frequente e un mare freddo. Per quanto riguarda l'epoca di ambientazione, non è specificata anche se da alcuni oggetti come ad esempio il cellulare, è riconducibile al primo decennio del 21° secolo.

5. Qual è il tuo personaggio preferito del libro?

A dire il vero, i personaggi preferiti sono due. Si tratta infatti dei due fratelli Janis e Adriano, così diversi apparentemente e così uguali nella profondità dell'anima. Sono nati come figure speculari che si completano a vicenda. E poi ho sempre avuto un debole per i personaggi maschili.

6. Cosa pensi che potrebbe piacere ai lettori de La resa delle ombre?

Questa è una domanda che non mi è stata mai posta. Mentre scrivevo ho pensato poco al lettore se quel tanto necessario perché il testo fosse chiaro e scorrevole. Credo che il mio romanzo sia adatto ad un certo tipo di lettori, quelli più attenti e interessati alla caratterizzazione dei personaggi, alla loro psiche e ai particolari piuttosto che quelli che ricercano solo uno svago o il brivido di una vicenda mozzafiato.

7. Qual è il momento della giornata in cui preferisci scrivere?

Avendo poco tempo a disposizione, quando ho una mezza giornata libera va sempre bene per scrivere. Raramente scrivo di notte, più facile la mattina presto e meglio con un buon accompagnamento musicale.

8. L'ultimo libro o scrittore letto che ti ha segnato.

Nella mia vita di lettrice onnivora, sono stati molti i libri che hanno lasciato un segno. Però se si tratta dell'ultimo, sicuramente un romanzo breve di un autore di inizio del 20° secolo, E. Von Keyserling di cui avevo già letto altri testi, ma l'ultimo pubblicato, "Nell'angolo di quiete" mi ha decisamente colpita per la sua tragicità soave, per una scrittura paragonabile ad una tela dai toni sfumati e lievi. Lo consiglio a tutti/e anche per la sua brevità (100 pagine circa).

9. Vorresti dare un consiglio agli aspiranti scrittori?

Dato che nessuno ha la sfera di cristallo per sapere quando e come uno scrittore emergente vedrà realizzato il  sogno di una pubblicazione, dico di non scoraggiarsi mai, neanche di fronte alle delusioni. Caparbietà e passione sono gli ingredienti principali per una buona riuscita. Infine si deve sempre ricordare che il primo lettore è lo scrittore stesso e perciò è fondamentale che durante la stesura, l'autore sia entusiasta, quasi innamorato della sua "creatura" letteraria. Senza questo è difficile restare fedeli alla dedizione verso l'arte della scrittura.

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