Maggio dei libri 2020 - Charlie non esiste

09:28


Maggio dei libri 2020 - 
Charlie non esiste 
di Valeria Cassini - 
Intervista all'autrice

Cari lettori, benvenuti all'ultimo appuntamento del Maggio dei Libri 2020 qui sul mio blog.
Nel corso di questo mese, è stato difficile mantenere l'impegno di pubblicare un post al giorno. A volte avere a che fare con gli scrittori non è per niente una bella esperienza. Ma tutti gli sforzi sono stati ripagati e sono felice di avere portato a termine questa iniziativa. Spero che per voi lettori sia stata l'occasione di scoprire delle belle letture e perché no, anche di entrare nei retroscena della stesura e pubblicazione di un libro.
Oggi finiamo in bellezza perché vi presento un libro bellissimo. Ammetto di non averlo letto, ma l'intervista rilasciata dalla scrittrice è secondo me la migliore di tutte quelle pubblicate qui sul blog.
Dalle parole dell'autrice si intuisce la sua rara sensibilità, quindi il libro dev'essere assolutamente all'altezza. 
Ecco a voi Charlie non esiste scritto da Valeria Cassini e pubblicato da AUGH! Editore nel 2019.


Trama del libro 

Charlene, detta Charlie, è una ragazzina di tredici anni che vive in un orfanotrofio sperduto fra le montagne del Canada, nei primi anni Ottanta. Di carattere ribelle e sfacciato, sembra essersi abituata al vuoto che risiede dentro di sé, dovuto al fatto di non aver conosciuto i suoi veri genitori. Con la compagnia di August, l'unico amico, si vede costretta a sopportare soprusi e a lavorare contro la propria volontà. La struttura che la ospita, infatti, si guadagna da vivere obbligando i minori a svolgere mansioni domestiche presso povere famiglie del paese. Charlie però è diversa. È la sua naturale bellezza a renderla speciale. Per questo motivo, viene subito ingaggiata da un'agenzia pubblicitaria per recitare il ruolo di Sarah, anche se la sua strafottenza rende molto difficile il rapporto con gli altri attori. Attraverso una lunga serie di peripezie, la ragazzina si ritrova a interfacciarsi con un mondo spietato, nella speranza di poter ricongiungersi con le proprie radici. Un percorso che costringerà Charlie a misurarsi precocemente con tematiche come la crescita interiore, il rapporto con Dio e la sessualità.


Intervista all'autrice

1. Come hai avuto l'idea di scrivere Charlie non esiste? 

Charlie non esiste nasce dall'esigenza di immergermi in un contesto opposto a quello in cui vivo. Volevo parlare di sofferenza, di dolore, di infanzia rubata. E ho pensato: perché non dare voce a chi, purtroppo, non può più parlare? Dopo di ciò, sono iniziate le prime ricerche e i collegamenti con un culto religioso realmente esistito negli anni in cui il romanzo è ambientato.

2. Quali difficoltà hai superato durante la stesura del libro? 

Per certi punti di vista, mi è stato difficile immedesimarmi in alcuni dei miei personaggi. Alcuni non riuscivo a “sentirli”. Perciò, ho iniziato a scrivere dei brevi brani narrativi dal loro punto di vista (il romanzo è scritto in prima persona, ed è Charlie che parla). Sembra strano, ma ha funzionato. 
Devo ammettere che anche alcune ricerche specifiche mi hanno fatto penare: dovevo leggere dei saggi per approfondire la conoscenza delle adozioni illegali e della vita all'interno delle sette, ma alcuni di questi erano di difficile reperibilità. Quindi, in attesa che arrivassero, ho dovuto rimandare i capitoli in cui se ne parlava e dare la precedenza ad altri.

3. Cosa ha significato per te la pubblicazione del tuo romanzo? 

Un enorme passo avanti. Sono molto affezionata alla mia prima pubblicazione, Al Dio che non conosco, ma penso che Charlie mi abbia aiutata ad avvicinarmi a una realtà di cui sapevo poco o nulla. Quando i miei lettori mi scrivono per dirmi che, leggendo Charlie non esiste, hanno provato la sua stessa rabbia e sofferenza, mi sento davvero realizzata. Può sembrare anacronistico sentirsi felici per la tristezza del lettore, ma è proprio questo ciò che volevo trasmettere. 

4. Dov'è ambientata la storia e in quale epoca? 

Charlie non esiste è ambientato in Canada, nei primi anni Ottanta. Non ho specificato il luogo preciso, ma si può dedurre che si trovi fra le montagne del Cassiar. Nella seconda parte viene citato il Good Hope Lake. Per il resto, le vicende si svolgono nei piccoli paesi circostanti. Era necessario che Charlie vivesse e si spostasse solo in luoghi piccoli e semi-sperduti, per aumentare il senso di claustrofobia e di controllo.

5. Qual è il tuo personaggio preferito del libro?

Togliendo Charlie, la protagonista, a cui sono davvero tanto affezionata, non posso non citare Simon. Posso dire poco di lui e del suo passato, ma penso davvero che sia l’uomo che ogni persona dovrebbe avere al suo fianco. È gentile, schietto e sincero, si prende cura di chi è più debole di lui e ha un gran coraggio. Non solo il coraggio di dire la verità e di ribellarsi ai soprusi, ma anche di andare contro agli ideali malsani che gli sono stati inculcati fin da piccolo. È cresciuto con l’orribile sensazione di essere fuori posto, di essere il tassello mancante di un puzzle andato distrutto. Nonostante il vuoto che risiede dentro di sé, non ci pensa due volte a proteggere le persone che ama, anche a costo di rischiare la vita.

6. Cosa pensi che potrebbe piacere ai lettori di Charlie non esiste?

Il linguaggio diretto, senza troppi giri di parole. Che è lo stesso di Charlie e August, due ragazzini cresciuti senza educazione, quasi come animali. E poi ancora, la sensibilità di Anton, la bontà di Simon e mille altre sfumature dei personaggi che compaiono nel romanzo. Ho fatto del mio meglio per caratterizzarli e spero davvero che vi restino dentro, nel bene o nel male.

7. Qual è il momento della giornata in cui preferisci scrivere? 

La sera, sicuramente. Le idee sono più chiare, dopo la giornata trascorsa a riflettere su cosa scrivere nel capitolo successivo. Mi è capitato di continuare anche fino a notte fonda, ma purtroppo non sono ritmi da poter tenere ogni giorno. 

8. L'ultimo libro o scrittore letto che ti ha segnato.

Senza dubbio, Dizionario dei nomi propri di Amélie Nothomb. Qualsiasi cosa scritta da lei mi sconvolge e mi fa sperare di riuscire a scrivere come lei, un giorno. Non solo per lo stile, ma per le trame geniali che riesce a costruire. 

9. Vorresti dare un consiglio agli aspiranti scrittori?

Capita spesso che mi facciano questa domanda, e cerco sempre di rispondere con quelli che sono i metodi che uso più spesso mentre scrivo, più altri che mi sono venuti in mente sul momento. Non è detto che funzionino con tutti, ma spero possano tornare utili:
- Segnatevi i vostri sogni e cercate di rielaborare ciò che ricordate. Provate anche a unire uno o più sogni tra loro, collegandoli e cercando di creare una trama e vedete cosa ne esce fuori.
- Quando avete delineato i vostri personaggi, focalizzatevi sulla voce narrante o sul protagonista e provate a tenere un diario dal suo punto di vista. Scrivete tutto quello che pensa, che teme o che ama, sforzatevi di entrare nella sua testa. Molti dei dettagli che ne usciranno fuori, magari, non saranno inseriti nel romanzo, ma non fa niente: l’avete caratterizzato, questo è importante.
- Scegliete un film o un romanzo che non vi è piaciuto per niente, elencate le parti secondo voi traballanti e tutto ciò che avreste voluto cambiare o scrivere in modo diverso.
- Scrivete tutte le idee che vi vengono in mente su dei foglietti e metteteli in un barattolo. Quando siete a corto di storie, pescate due, tre o di più bigliettini e costruiteci una trama.
- Fate sempre una scaletta del vostro romanzo e cercate di avere sempre ben in mente il finale. Se poi, arrivati all'ultimo capitolo, il finale sarà diverso, non importa. Fondamentale è avere una meta, che ovviamente può anche cambiare, durante il viaggio. 
- Leggete, leggete, leggete!

You Might Also Like

0 commenti

Fai sapere la tua! Sempre nel rispetto di tutti.